Israel

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Raccolta fondi completata

Dalla Tanzania a Milano


Israel non è il tipo che sta a guardare. A 17 anni ha già affrontato tantissime sfide. Nato in Tanzania con una cardiopatia severa dovuta ad un cuore univentricolare, ha affrontato il suo futuro come una sfida a tappe.


Israel arriva per la prima volta in Italia nel 2009, all’età di cinque anni insieme a Padre Salvatore Buccolo, missionario in Tanzania, per essere operato presso l’Ospedale di Taormina. Qui viene eseguito l’intervento di Glenn, che consiste nel portare il sangue della parte superiore del cuore direttamente in arteria polmonare. Dopo circa tre mesi di convalescenza a Catania, finalmente Israel torna a casa.


Di ritorno in Tanzania per una breve visita, Padre Salvatore incontra nuovamente Israel e la mamma. La disponibilità del Dott. Massimo Chessa dell’Ospedale San Donato Milanese e la risposta di tanti rendono possibile il suo ritorno in Italia nel novembre 2016 per subire la sua seconda operazione: l’intervento di Fontan. Questo consiste nel posizionamento di un condotto che permette al sangue della parte inferiore del corpo di arrivare direttamente in arteria polmonare. Si tratta di un’operazione necessaria per permette a Israel di sopravvivere.


La tecnologia cambia le regole del gioco


Nel marzo 2020 la situazione si complica. Israel avverte forti dolori al petto e tramite una TAC si individua una trombosi del condotto, ovvero la formazione di trombi e coaguli nel condotto e a livello polmonare. Si evidenzia quindi la necessità di un nuovo ricovero immediato per una valutazione approfondita delle condizioni attraverso esami impossibili da svolgere nel suo paese natale.


A seguito di diversi controlli, in particolare tramite un esame di cateterismo vascolare, i medici hanno rilevato che la terapia di eparina seguita da Israel è riuscita a bloccare la trombosi in atto. È stato però necessario immettere un palloncino nel condotto dove il ragazzo è stato operato in passato per evitare ogni possibile restringimento futuro. Israel dovrà continuare la terapia coagulante monitorandola costantemente.


Il supporto di Rise Together


Ci siamo attivati per raccogliere i fondi necessari al sostenimento delle cure di Israel e per sostenere le spese ospedaliere necessarie ai suoi ricoveri.


Mentre era in attesa di poter venire in Italia, Israel si è dovuto sottoporre ad una terapia a base di eparina in modo da poter rimanere in vita vista la sua grave situazione.


A seguito dell’intervento e delle ultime visite a cui si è sottoposto presso il Policlinico San Donato, si è reso necessario l’acquisto di un coagulometro portatile che servirà a monitorare con efficacia l’andamento della terapia coagulante che gli è stata prescritta. Questo dispositivo, donatogli dalla Fondazione, è un sistema di automonitoraggio che consente di verificare il proprio valore PT/INR da casa, senza doversi recare giornalmente al centro prelievi.

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